Mariateresa Sartori 20.gen 2024—10.mar 2024

Mariateresa Sartori 20.gen 2024—10.mar 2024​

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Foto: Alberto Messina

Vento SW 2km/h debole

Lodi, 28 ottobre 2023

è il titolo della mostra personale di Mariateresa Sartori, a cura di Carlo Orsini che si svolgerà a Platea Palazzo Galeano e lo spazio espositivo Platea Projects in via Maddalena 6.

Sartori è un’artista dalla raffinatezza rarefatta la cui pratica oscilla ossessivamente tra due poli di ispirazione: scienza e poesia. Quasi sempre i suoi lavori partono dall’analisi di rigorosi dati scientifici per arrivare a un’espressione poetica che rende il suo linguaggio unico nel panorama artistico contemporaneo. La continua oscillazione tra la ricerca dell’oggettività assoluta del dato scientifico e la scrittura del proprio, soggettivo sentire, genera opere di grande potenza visiva e concettuale.

Con queste parole l’artista spiega la sua ricerca: “A me interessa la realtà: che siano i comportamenti umani, che siano le foglie, che sia il suono delle lingue o quello delle onde mi interessa l’analisi e la traduzione in un altro codice dei dati rilevati”.

L’intuizione per il lavoro per Platea Palazzo Galeano, che deriva da una precedente esperienza condotta nella laguna di Venezia, è quella di rinunciare alla totale autorialità dell’opera a favore di un elemento naturale: il vento. “Mettere in azione l’anemometro – commenta Mariateresa Sartori – sul bordo del fiume e verificare che effettivamente accada quello che mi auguro, ovvero che la leggera brezza dell’Adda incontrandosi con la brezza di terra produca movimenti incerti e contraddittori con cambi di direzione”. Questo è effettivamente accaduto lo scorso 28 ottobre 2023 – come rievoca il titolo della mostra – sulla riva lodigiana dell’Adda.

L’artista installa su fogli di carta cotone ricoperti da fusaggine d’argento in polvere un anemometro, alle cui coppette applica dei fili di lana. Il vento aziona la rotazione dell’anemometro che in questo modo “scrive” delle circonferenze più o meno intense secondo l’attività del vento. La “scrittura” viene quindi fissata e fotografata per essere poi stampata in grandi dimensioni.

Per un anno, l’artista ha registrato quotidianamente i dati metereologici relativi alla zona di Lodi utilizzando anche le informazioni derivanti dalla consultazione dell’Atlante Metereologico fornito dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, che riporta dati statistici su ampie sezioni temporali del territorio italiano (pressione, umidità, temperatura, velocità del vento ecc.). Con questo processo di acquisizione e apprendimento, Sartori si è preparata all’incontro con il vento sulle rive del fiume Adda, agendo poi come un’operosa tipografa dell’alfabeto misterioso delle forze naturali.

La mostra prosegue nello spazio espositivo di Platea Projects che ospita la proiezione di un video dell’artista, in cui compaiono immagini leggermente sfocate della rotazione dell’anemometro, e una selezione dei disegni originali prodotti dal vento realizzati nella laguna veneta e sulle rive dell’Adda, oltra a una serie di dispositivi tecnici con cui è stato realizzato il lavoro, a documentare l’attitudine empirico-scientifica innescata con mezzi artigianali dell’esecuzione dell’opera.

La mostra a Platea Projects è visitabile dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 18:00. Sabato e Domenica solo su previa chiamata.
Vi preghiamo di citofonare in Via Maddalena 6 a #orsiniarchitects, oppure chiamare 3290216380, per accedere alla mostra.

Sartori attualmente lavora con la galleria Michela Rizzo di Venezia, che ha partecipato alla realizzazione di questa mostra, e con Studio G7 di Bologna.

Platea e Mariateresa Sartori desiderano ringraziare il Colonnello Adriano Raspanti, Capo Ufficio Meteorologia dell’Ufficio Generale Aviazione Militare e Meteorologia dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, e Maddalena Osti, dello studio di Mariateresa Sartori.

BIO

Mariateresa Sartori nasce a Venezia nel 1961 dove vive e lavora. La sua ricerca si muove attorno tre fulcri tematici: il metodo scientifico empirico, le dinamiche comportamentali spesso in relazione con le neuroscienze, la musica e il suono in relazione con il linguaggio. La tensione tra oggettivo e soggettivo, tra unicità degli eventi e teoria generale nutre tutta la sua ricerca che spesso si avvale della collaborazione di esperti delle discipline nelle quali si addentra: geologi, fisici teorici, linguisti, musicologi, musicisti, cantanti, attori, botanici, ornitologi… Il dato reale viene empiricamente rilevato e in seguito analizzato da angolazioni che variano da lavoro a lavoro e che approdano ad esiti diversi, dal video al disegno, dalla fotografia stenopeica all’opera sonora. Le variabili all’interno delle costanti che le determinano muovono la sua ricerca tesa verso una oggettività evidentemente inarrivabile. La tensione verso preme all’artista non il raggiungimento, se mai fosse possibile, dell’oggettività.

In occasione di mostre ed eventi personali e collettivi ricordiamo: Therese-Giehse Halle, Habibi Kiosk, Münchner Kammerspiel, Monaco; Hangar Bicocca, Milano; Museo Macro, Roma; Punta della dogana, Palazzo Grassi, Venezia; Museo Chopin, Varsavia; Electra Stanislavskij Theatre, Mosca; IKON Gallery, Birmingham; Fondazione Querini Stampalia, Venezia; Cairn Centre d’art, Digne-les-Bains; MMOMA, Moscow Museum of Modern Art, Mosca; Palazzo Fortuny, Venezia; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; ICA,The show room, Londra; NGBK, Berlino; Neue Galerie, Joanneum Museum, Graz; Palazzo delle esposizioni, Roma; museo di Mucsarnok, Budapest; Careof, Milano; Folkwang Museum, Essen; Museum of the Russian Academy of Fine Arts, San Pietroburgo; Auditorium Parco della musica, Roma; Museo di Palazzo Poggi, Bologna; Serra dei giardini della Biennale, Venezia; XLV Biennale di Venezia; Museo Mambo, Bologna; Kunsthaus Centre d’art Pasquart, Biel; Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo; Les Ateliers d’artistes, Marsiglia; il suo lavoro è  rappresentato dalla Galleria Michela Rizzo di Venezia e dalla Galleria Studio G7 di Bologna.

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