LINDA CARRARA 17.gen 2026—12.mar 2026

LINDA CARRARA 17.gen 2026—12.mar 2026


Credits: Alessio Belloni

Linda Carrara
Passeggiata (verso sud)
A cura di Gaspare Luigi Marcone

I lavori realizzati da Linda Carrara per Platea | Palazzo Galeano sono il distillato della sua prassi operativa che ha preso corpo nel corso di alcuni mesi del 2025 concretizzandosi nel trittico ad acrilico su tela Passeggiata (verso sud). Cresciuta sulle rive dell’Adda, Linda Carrara ha compiuto varie perlustrazioni e analisi dei territori bagnati dal fiume, protagonista di una secolare storia – culturale, economica, ambientale – dell’attuale territorio lombardo. L’artista ha percorso più volte – non solo idealmente – il tragitto tra uno dei suoi studi a Villa d’Adda e Lodi, città sede dell’esposizione. Un “processo peripatetico” dove il cammino e l’atto pittorico si fondono partendo dall’idea originaria che l’arte è “cosa mentale”.

«Linda Carrara da anni riflette sul “paesaggio” e le sue opere si possono definire come “realizzate in collaborazione” con il contesto naturale, in alcuni casi i lavori sono paesaggio. Non vi è un’idea di mimesi “distaccata”, una rappresentazione da lontano, ma il lavoro si completa, avendo la sua ragion d’essere, nel paesaggio e con il paesaggio.» spiega Gaspare Luigi Marcone, curatore della mostra.

Il trittico di lavori Passeggiata (verso sud) è realizzato attraverso il ricorso a una tecnica che rievoca il tradizionale frottage:
l’artista ha “ricalcato” porzioni della riva dell’Adda con colori acrilici su di una tela sottile, con un pennello dalle setole morbide, arrivando a mettere a registro forme, linee e frammenti del paesaggio fluviale. Diversamente però dal canonico frottage, le parti più aggettanti sono leggere, aeree, sfumate, mentre le porzioni in profondità appaiono più scure, ombrose e dettagliate. Le tonalità sono create sul momento osservando le variazioni cromatiche del contesto specifico in cui viene formalizzato il lavoro che in parte è controllato dall’artista e in parte è determinato dai contesti atmosferici e naturali o dalla libertà del materiale pittorico. Il paesaggio, nell’opera di Carrara, non è da intendersi strettamente come immagine visiva ma in modo più ampio, multisensoriale: clima, temperature, colori, stagioni, corpi intervengono nel risultato finale. Tecniche e materiali scelti per questi lavori trasformano le opere in pellicole che riflettono i frammenti naturali, ma completamente trasfigurate, apparendo come immagini assolute o visioni altre. In alcuni casi l’immagine paesaggistica diventa informe, perdendo gli elementi che consentono di ricollegarla a una visione reale.
Ricordando l’assunto leonardesco: in queste macchie si possono vedere nuove immagini.

Linda Carrara
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha seguito un master alla Kask School di Gent. È stata assistente di Vincenzo Ferrari (2006-2012) e Michaël Borremans (2015). Le sue opere sono state esposte in diversi luoghi pubblici e gallerie private come: Building Gallery, Milano (2024), Triennale Milano (2023), Cremona Art Week (2023), Public Service Gallery, Stoccolma (2023) MAC Lissone (2023), Fondazione ICA, Milano (2022), Centrul de Interes, Cluj-Napoca (2022), Galleria Renata Fabbri, Milano (2022), Palazzo Reale, Milano (2021), Museo Floris-Romer, Ungheria (2021) Boccanera Gallery Trento/Milano (2023/2016), Rizzuto Gallery Palermo/Düsseldorf (2020/2024), Iragui Gallery Moscow (2019), IIC di Bruxelles (2018). Vincitrice di Premio Terna sezione Pittura nel 2014, partecipa negli anni a diverse residenze d’artista come: MOMENTUM, Berlin (2015), LKV Trondheim, Norway (2016), NCCA, San Pietroburgo (2017) e Palazzo Monti Brescia (2020). Attualmente il suo lavoro è esposto presso Kunstmuseum Reutlingen KONKRET in Germania nella mostra dal titolo False Marble and glowing stars a cura di Holger Kube Ventura. Nella ricerca più recente Linda Carrara si è spostata verso una rappresentazione “vitalista” della realtà. La materia e l’azione pittorica sono diventate il punto focale. In questo senso le immagini presentate non coincidono con le cose che descrivono e la materia stessa della pittura diviene ambito di ricerca rappresentativa.

Gaspare Luigi Marcone (Terlizzi, 1983)
Vive e lavora a Milano. Laureato in Storia e critica dell’arte all’Università degli Studi di Milano dove ha anche conseguito il dottorato di ricerca in Scienze del patrimonio letterario, artistico e ambientale e ha collaborato con il Dipartimento di Storia dell’Arte. Dal 2015 è Direttore artistico di The Open Box – Milano. Ha curato mostre e pubblicato testi critici su vari artisti del XX e XXI secolo per musei pubblici, istituzioni e gallerie private. Tra i suoi libri si ricordano: Piero Manzoni. Scritti sull’arte, Abscondita, Milano 2013; Piero Manzoni. Diario, Electa, Milano 2013; Fontana, Baj, Manzoni 1958 – 2018, Carlo Cambi Editore, Poggibonsi – Siena 2018; Piero Manzoni: Writings on Art, Hauser & Wirth Publishers, Zürich 2019; Carlo Valsecchi. Textus, Dario Cimorelli Editore, Milano 2024; Lucio Fontana. Mecenate Collezionista Militante, Electa, Milano 2025. Tra i recenti progetti curatoriali istituzionali: Atto Primo – Progetto Curatore in Residenza (Museo Carlo Zauli, Faenza, 2025); Lucio Fontana. Autoritratto (con S. Roffi, W. Guadagnini; Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo – Parma, 2022); Goldschmied & Chiari. Eclisse (Museo Novecento, Firenze, 2019); Gianni Caravaggio. Iniziare un tempo II (Museo Novecento, Firenze, 2018-2019); Piero Manzoni. Solo (Museo Novecento, Firenze, 2018). Per Platea ǀ Palazzo Galeano – Lodi ha curato i progetti: Fabio Roncato, Momentum (Adda), 2022-2023 e Carlo Valsecchi, Caseus #01215, 2023-2024. Nel 2024-2025 è co-curatore (con R. Lacarbonara) del progetto Faventia. Ceramica italiana contemporanea per il quale 12 lavori in ceramica di 12 artisti di diverse generazioni sono presentati a cadenza mensile, nell’arco temporale di 12 mesi, presso Building Gallery, Milano. Dal 2024 è curatore in residenza presso il Museo Carlo Zauli di Faenza.

MAIN PARTNERS

Nel 2020, la Bielorussia è stata attraversata da un’ondata di proteste senza precedenti, scaturite dalla controversa rielezione di Aleksandr Lukashenko per il settimo mandato consecutivo e dalla violenta repressione messa in atto dal suo regime. Questo momento, pur non rovesciando il governo, ha rappresentato una svolta storica: l’emergere di un nuovo soggetto democratico collettivo, capace di ridefinire il senso di comunità e resistenza in quel contesto.

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Platea Palazzo Galeano:
Corso Umberto 46, Lodi, 26900

email: info@platea.gallery
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